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Progetti 3C  Home  L'acqua come risorsa

IL PROBLEMA DELL’ACQUA

Introduzione
Quanta acqua abbiamo a disposizione?
Quanta ne usiamo
I provvedimenti internazionali
Legislazione italiana

Introduzione

Un elemento della vita quotidiana, l’acqua è così familiare che ne si dimentica spesso l’importanza e l’originalità. Deve alle sue proprietà fisiche e chimiche molto particolari, il suo ruolo fondamentale sia nella biosfera che nella litosfera, che modella continuamente. Senza l’acqua, la Terra non sarebbe altro che un astro morto, simile alla luna. Benché sia apparentemente inesauribile, è tuttavia distribuita in modo molto diverso tra le regioni e secondo le epoche.  Fin dai tempi più remoti, l’uomo ha dovuto risolvere il problema dell’alimentazione in acqua, effettuando dei lavori idraulici quando le risorse di acqua erano insufficienti o troppo irregolari.

Il problema dell’acqua è, attualmente, lontano dall’essere risolto. Rappresenta ancora, sul piano delle risorse, la preoccupazione maggiore di numerosi stati, e non solo di quelli installati nelle regioni più aride : si ricercano continuamente nuove sorgenti di acqua potabile nella maggior parte dei paesi europei (la richiesta dell’industria si affianca a quelle dell’agricoltura, della consumazione domestica e della produzione di energia, al servizio di un’umanità in piena esplosione demografica. La disponibilità idrica più elevata è in America latina mentre quella più ridotta è nell’Africa del Nord e nel vicino Oriente.

Quanta acqua abbiamo a disposizione?

Si è stimato il volume totale dell’acqua che contiene la Terra a 1,34 miliardi di chilometri cubi, ma gli oceani  o i mari interni o i laghi salati ne costituiscono da soli il 97%. I dispositivi di dissalazione, essendo molto costosi, sono tuttora eccezionali. Dei 38,3 milioni di chilometri cubi di acqua dolce, sono effettivamente disponibili solo 8,8 milioni di chilometri cubi (l’acqua che costituisce i ghiacciai e le calotte polari è da considerarsi “non direttamente utilizzabile”). 

L’acqua che l’uomo utilizza più frequentemente è quella dei fiumi e dei laghi ; la si può stimare, su tutta la superficie terrestre, a solo 1250 chilometri cubi. Bisogna tuttavia notare che queste acque sono costantemente  rinnovate dal ciclo idrologico. Infatti, il volume dell’apporto annuale medio di tutti i corsi d’acqua del mondo supera 35 000 chilometri cubi, cioè da venticinque a trenta volte il “volume statico” misurato in un istante preciso. Questo dato può sembrare rassicurante ma in realtà è circa due volte la quantità di acqua che è stata stimata necessaria per il soddisfo di tutti i bisogni mondiali di questo secolo.  

Risorsa Volume Ricambio annuo
laghi e fiumi 750 35
ghiacciai e nevai 29000 2
acque sotterranee 60000 15
oceani 1370000 450
tot. Acque continentali 1460000 520
umidità terrestre 65 85
umidità atmosferica 15 520
(dati in migliaia di km cubi)

  

Quanta ne usiamo?

 Al giorno d’oggi, il bisogno effettivo di acqua, valutato “in media mondiale” a 500metri cubi di acqua all’anno per abitante, può addirittura superare 1000 metri cubi nei paesi ad alto livello di sviluppo tecnico. Si prevede che tra meno di un secolo queste cifre raddoppieranno. E’ significativo il fatto che l’utilizzazione dell’acqua per l’agricoltura è più elevata rispetto all’utilizzazione totale dell’acqua nei paesi a basso reddito (91%), rispetto ai paesi ad alto reddito (39%). 

 Il peso del consumo idrico nell’industria è quindi rilevante soprattutto nei paesi industrializzati. In questo caso, il problema non è tanto relativo alla dimensione quantitativa del problema (scarsità) quanto alla sua dimensione qualitativa (inquinamento) : la maggior parte dell’acqua prelevata viene riciclata all’interno del sistema idrologico, ma più dell’85% di questa ritorna alla natura inquinata.

Provvedimenti internazionali

     Essendo questo un problema di dimensione mondiale, piani di intervento nazionali per la regolazione e il coordinamento delle singolari iniziative sono sempre più necessari. Vi sono state in questo ultimo decennio diverse conferenze relative al problema dell’acqua come “the International Conference on Water and the Environment ” a Dublino nel 1992, la Conferenza delle Nazioni Unite di Rio de Janeiro, sempre nel 1992, o la più recente “Second World Water Forum” all’Aia nel 2000.
Di fondamentale importanza fu la conferenza di Dublino poiché in quell’occasione vennero fissati i seguenti quattro principi fondamentali dell’acqua :

  • L’acqua è una risorsa limitata e vulnerabile, essenziale per la vita, lo sviluppo e l’ambienteDa quando l’acqua alimenta la vita, l’effettiva gestione delle risorse di acqua richiede un approccio integrato, che lega lo sviluppo economico e sociale con la protezione degli ecosistemi naturali.

  •  Lo sviluppo e la gestione dell’acqua dovrebbero essere basate su un approccio partecipativo, che coinvolga sia gli utilizzatori, sia i pianificatori sia i politici a tutti i livelli. L’approccio partecipativo richiede una consapevolezza in aumento dell’importanza dell’acqua presso i politici e il pubblico in generale. Questo significa che le decisioni devono essere prese al livello appropriato più basso possibile con consultazioni pubbliche complete e con il coinvolgimento degli utenti nella programmazione e nello sviluppo dei progetti riguardanti le acque.

  • Le donne hanno un ruolo centrale nell’approvvigionamento, nella gestione e nella salvaguardia. Questo ruolo centrale delle donne è stato raramente riflesso nelle istituzioni che si occupano di questi aspetti. Per la salvaguardia di questo principio è richiesta una politica avente lo scopo di affidare alle donne l’appropriato potere in modo che tutta la popolazione sia coinvolta.

  •  L’acqua ha un valore economico in tutti i suoi usi e deve essere riconosciuto come tale. Con quest’ultimo principio è importante far sì che tutti gli uomini possano avere accesso ad acqua pulita ad un prezzo accessibile. L'errore di non aver riconosciuto all’acqua un valore economico in passato, ha portato a sprechi e quindi a danni ambientali. Con questa politica si dovrebbe ottenere un uso efficiente ed equo, oltre che un incoraggiamento alla conservazione e alla protezione di queste risorse naturali.

LA LEGISLAZIONE ITALIANA

    L’Italia ha ancora una lunga strada da percorrere (il 25% delle risorse idriche attualmente viene perduto). Tuttavia in armonia con la legislazione dell’unione europea, sono state emanate diverse leggi, i cui principi sono :

  • Tutte le acque superficiali e sotterranee anche se non estratte dal sottosuolo, sono pubbliche e costituiscono una risorsa che è salvaguardata e utilizzata secondo criteri di solidarietà.

  • Qualsiasi uso delle acqua è effettuato salvaguardando le aspettative e i diritti delle generazioni future a fluire di un integro patrimonio ambientale.

  •  Gli usi delle acque sono indirizzate al risparmio e al rinnovo delle risorse per non pregiudicare il patrimonio idrico, la vivibilità dell’ambiente, l’agricoltura, la fauna e la flora acquatiche, i processi geomorfologici e gli equilibri idrologici. Viene inoltre affermato che il consumo umano è prioritario rispetto agli altri usi, ma è sancito che la priorità immediatamente successiva deve essere assegnata all’uso dell’agricoltura.